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Film, visioni e appunti di cinema


Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario - Recensione

Pubblicato da vittorio.zenardi su 17 Novembre 2015, 14:47pm

Tags: #IN SALA, #Trailer, #RECENSIONI, #CINEMA

Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario - Recensione

SINOSSI: Tre personaggi di tre epoche diverse vengono uniti da un sogno di libertà e da un piccolo capolavoro di letteratura.
Un viaggio misterioso e senza tempo attraverso le aspirazioni, le sofferenze e le “fantasticherie” di un poeta, di un giovane studente e di un bambino sperduto nel bosco. Jean Jacques Renou (Luca Lionello) è uno scrittore che vive nel 1876, in un piccolo e squallido seminterrato. Povero e vecchio inizia a scrivere Fantasticherie di un passeggiatore solitario, un romanzo di formazione che è anche un ricettario fantastico.
Theo (Lorenzo Monaco) è un giovane laureando in filosofia dei nostri tempi, da sempre intrappolato tra le vicende opprimenti della propria famiglia e la sua bizzarra passione per i libri incompiuti, non ultimo quello di un certo Renou. Totalmente rapito dal romanzo, Theo giunge all’inattesa conclusione di voler realizzare la “Fantasticheria n° 23”: l’ultima “ricetta” scritta dal poeta che conduce in un luogo straordinario noto come Vacuitas.
Infine, la storia di un bambino smarrito in un bosco senza tempo: il protagonista di quel libro che Renou sta scrivendo e che Theo sta leggendo con tanto trasporto…

RECENSIONE: Con la sua opera prima Paolo Gaudio apre una nuova e affascinante via per il cinema italiano, fuori dalla sua ripetitività di sguardo e contenuti.
Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario dimostra che anche in Italia si possono girare film fantastici di qualità. Certo le difficoltà non sono mancate e Gaudio é riuscito a superarle grazie ad un affiatato lavoro di squadra.
Le professionalità individuali hanno sopperito al cronico problema delle scarse risorse, il Workshop di Leonardo Cruciani e la Società di VFX Illusion fra tutti.
Quello che sorprende é la maturità di questo giovane autore (classe ’81), unita ad uno stile e ad un immaginario ben definiti.
Vi è sempre una forte coerenza visiva pur mescolando Stop Motion e live action, interpreti reali e pupazzi di plastilina. Segno di una visione ben chiara e tecniche ben studiate come conferma il regista in conferenza stampa:

"Preferisco che lo spettatore si goda la storia senza quasi accorgersi del lavoro che c’è dietro. Per fare ciò è stato necessario sperimentare una pratica che potesse ridurre al minimo gli interventi troppo evidenti di computer grafica, preferendo tecniche che prevedono l’utilizzo di animatori dal vivo, rimossi digitalmente in fase di post produzione. Questo modus operandi ci ha permesso, ad esempio, di animare il Necromante direttamente sul set, donando un maggiore realismo e un atmosfera artigianale che meglio si sposava con l’estetica del mio film."

Gaudio, autore anche della sceneggiatura, ricca di citazioni colte, riesce a dare il giusto ritmo alla narrazione grazie ad un ottimo montaggio che fa dell’alternanza di tempi e piani il suo punto di forza. Non a caso è stato eseguito da Massimiliano Cecchini a cui il regista dice di affidarsi da sempre senza riserve.
Il cast, composto da: Luca Lionello, Lorenzo Monaco, Fabrizio Ferracane, Nicoletta Cefaly, Domiziano Cristopharo, Fabiano Lioi e Angelique Cavallai risulta assolutamente convincente.
Un’opera da non farsi sfuggire, anche perché al vostro gradimento corrisponderà l’aumento di copie nelle sale, che per adesso sono solo dodici.
Dal 26 novembre al cinema.

Vittorio Zenardi

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