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Cinemacorsaro

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Film, visioni e appunti di cinema


'71 - La recensione

Pubblicato da vittorio.zenardi su 8 Luglio 2015, 15:01pm

'71 - La recensione

Diretto da Yann Demange, acclamato regista della serie inglese Top Boy, '71 è un'opera prima di straordinaria potenza ed intensità.
Il titolo si riferisce, all'anno, tremendo, che vide l'Irlanda del Nord divisa in una guerra intestina, con la città di Belfast, separata in due parti contrapposte, l’anglo-protestante e l’irlandese-cattolica.
A questo il regista fa subentrare un rimescolamento delle carte, alcuni ufficiali dell'esercito, infatti, sono coinvolti nella fabbricazione di ordigni per gli attentati.
Il soldato Gary Hook, interpretato da un convincente Jack O’Connell, si troverà suo malgrado in mezzo a questa guerra dove il nemico non è solo quello che ti aspetti.
Demange segue il protagonista nelle sue pericolose e rocambolesche fughe, mostrandoci ogni dettaglio.
Una macchina da presa onnisciente ci tiene sempre al centro dell'azione, convogliando il nostro sguardo con quello del soldato Gary.
Il ritmo rimane così sempre molto alto, anche grazie a calibrati colpi di scena.
La storia con lo scorrere della pellicola si avvicina sempre più al thriller, e lo stato d'animo del protagonista acquista un ruolo centrale.
Le scene, per lo più notturne, si avvalgono principalmente di luce naturale, che viene come "sporcata" dall'ottima fotografia diretta da Tat Radcliffe.
Un'impeccabile ricostruzione d’epoca dona la giusta verosimiglianza al racconto, che si snoda su una complessa sceneggiatura.
Particolarmente riuscita la scelta di mostrarci il ruolo che hanno i bambini nel conflitto, ne amplifica ancora di più, se possibile, la sua assurdità.
L'irlanda del Nord presa come somma di tutti i conflitti bellici.
Mi piace concludere con una frase di Céline tratta dal suo capolavoro "Viaggio al termine della notte":

"....La guerra insomma era tutto quello che non si capiva."

Dal 9 luglio nelle sale italiane.

V. Z.

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